Update wadsl e wordpress 2.7.1
Dopo circa 4 mesi torno a “mettere mano” su questo blog.
Allora c’è da dire che come detto precedentemente mi sono affidato a Micso per il collegamento ad internet.
In 4 mesi tra novembre e dicembre si sono ripetuti spesso e volentieri disservizi… e per disservizi intendo l’impossibilità di accedere a internet; poi tra gennaio e febbraio sono diminuiti i disservizi ma ho avuto l’upload, che da gennaio fino a (forse) ieri è stato praticamente pietoso: non funzionava skype, il mulo e il ping, per me che gioco cod4 già è allucinante di suo, era aumentato parecchio.
Forse adesso abbiamo risolto, dico abbiamo perchè l’assistenza tecnica di micso non ti prende sul serio quando comunichi un problema e infatti ci sono voluti 2 mesi dopo decine di chiamate e suggerimenti per mette a posto sto upload. Speriamo che adesso vada meglio.
Poi, per quanto riguarda le prestazioni, quando funziona il ‘mega e due‘ in download offerto da contratto garantito 256kbps al 90%, diciamo funziona sempre a 256kbps e anche qualcosa di meno.
Per il gioco on line… resto tagliato 1/2 fuori come quando usavo l’ISDN, anzi con quest’ultima in un server italiano pingavo 130/140 mentro usando la wadsl di Micso pingo 150/160 quando va bene, 180/200 quando fa male, 220 /250 quando va malissimo.. e chi gioca come me capirà che non si può giocare bene con sti valori di ping.
Tutto sommato se usavo l’ISDN avevo il collegamento stabile e normale solo un po’ più lento… con Micso vado un po’ più veloce e instabile… va beh sono in italia.
Per quanto riguarda il blog ho aggiornato a wordpress 2.7.1 dalla 2.3; vediamo di usarlo di più
Blog action day 2007
Oggi è il Blog action day 2007, in pratica ogni blogger è invitato a scrivere qualcosa su una problematica mondiale. Quest’anno l’argomento di discussione è l’ambiente.
Io volevo parlare del consumismo e di come questo fenomeno contribuisce all’inquinamento ambientale.
Con il termine consumismo si vuole descrivere il possesso e il consumo smodato di beni materiali o semplicemente il loro uso improprio.
Molte persone vivono l’atto del consumare come una cosa che riguarda solo se stessi, ma la realtà è diversa: il nostro consumo nel quotidiano non è un semplice “atto individuale†ma piuttosto un fattore che riguarda tutto il pianeta, l’intera umanità , ad ogni livello.
Dietro a questo nostro gesto apparentemente spontaneo, vissuto ormai dai più come pura consuetudine del proprio agire quotidiano, si nascondono gravissimi problemi di portata planetaria verso l’ambientale, che nessuno può più permettersi di ignorare.
I danni, enormi, si hanno già a cominciare dalla fase produttiva di molti prodotti di consumo che poi vengono utilizzati impropriamente.
Per esempio, l’eccessivo uso dei prodotti chimici venduti per tenere le nostre case brillanti avvelenano irrimediabilmente, con sostanze tossiche di ogni tipo, quelle zone dove vengono scaricate dopo il loro utilizzo; oppure l’uso smodato della carta e dell’elettricità contribuisce al danneggiare l’ambiente, per non parlare poi dei “rifiuti tecnologici” di cui ci disfiamo perchè ormai obsoleti.
Questo non significa che il consumismo sia il principale responsabile dell’inquinamento, ma vuol dire che comunque gioca un ruolo non trascurabile.
Acqua, pepe e sapone per stupire

Andrea Micheloni parla, nel suo ultimo post, di qualcosa che una buona parte di noi ha visto o provato a fare qualche volta.
- Andrea scrive:
Come stupire amici e parenti con un piatto, acqua e pepe. Un trucco inspiegabile che (ho provato) funziona perfettamente. Ecco il link al filmato.
Proviamo a dare una spiegazione chimico-fisica per questo fenomeno che lascia a bocca aperta chi lo vede per la prima volta…
Come prima cosa dobbiamo sapere che cos’è la tensione superficiale di un fluido.
La tensione superficiale è una proprietà dei fluidi che opera lungo la linea di separazione (interfaccia) tra il fluido stesso ed un materiale di un’altra natura. (per approfondimenti, clikka qui).
Nel caso in questione abbiamo le molecole dell’acqua contenute all’interno del volume di fluido (acqua) che si attraggono reciprocamente con forze identiche in tutte le direzioni, in quanto circondate ovunque dalle stesse molecole; la risultante di queste forze è nulla.
Così non avviene per le molecole superficiali, in quanto verso l’esterno sono interfacciate con molecole di diversa natura (molecole dell’aria: ~80% azoto e ~20% ossigeno).
Perciò, la risultante delle forze agenti su ognuna di queste molecole superficiali non è più nulla ma, nel caso acqua-aria, è diretta verso l’interno del fluido. Si vieni così a formare una sorta di “membrana tesa” in contatto con lo specchio di liquido.
A questo punto sappiamo perchè il pepe galleggia sull’acqua grazie alla presenza di questa “membrana”; nel momento in cui s’immerge il dito nell’acqua si ha lo stesso effetto di una punta che perfora una membrana elastica in tensione così che la membrana si ritira verso l’esterno allargando il foro e quindi il pepe, poggiante sulla “membrana”, migra anch’esso verso l’esterno del piatto.
Il sapone serve ad accentuare il meccanismo precedentemente descritto in quanto contribuisce ad annullare la tensione superficiale dell’acqua, rendendo ottimale la perforazione della “membrana”.
Et voilà il mistero è svelato…
Colesterolo nei displays

Il carbonio torna a far parlare di se, prima in veste di nanotubo, ora come principale componente del colesterolo.
E’ noto da tempo che il colesterolo è indispensabile per la vita animale e umana, ma la sua presenza in alcuni tipi di displays LCD è del tutto una novità recente.
Kent Displays ha lanciato i displays ChLCD (Cholesterolic Liquid Cristal Displays) che funzionano come un normale LCD ma hanno il “potere”, in assenza di alimentazione, di rendere disponibile l’ultima immagine visualizzata; provate ad immaginare il risparmio di energia che si potrebbe avere con l’utilizzo di questa tecnologia in molte applicazioni!
Inolte la natura riflettente del display offre leggibilità anche se esposti alla luce solare diretta.
Nanotube is the future

E’ stato, è ancora e sarà il protagonista della vita: il carbonio.
Protagonista del progresso scientifico ora più che mai grazie alle nanotecnologie ad esso applicate che possono consentire di:
Tutto grazie all’utilizzo di microscopici nanotubi di carbonio (struttura molecolare rossa nell’immagine).
Ma l’applicazione rilevante di questa nanotecnologia è sicuramente (per gli amanti del vecchio tubo catodico e per me) il NED (nanotube emittive display). E’ un display ad alta definizione, appunto basato sui nanotubi in carbonio, che promette di combinare le dimensioni ridotte degli schermi LCD con la lucentezza tipica dei tubi catodici. Gli schermi realizzati con questa nuova tecnologia, potrebbero anche arrivare a 40 pollici di diagonale (circa un metro), essere sottili come gli LCD e visibili da qualsiasi angolazione ^^ .
La Coca-Cola da un altro punto di vista
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Chi non ha mai bevuto un po’ di Coca-Cola? Da più di 100 anni questo prodotto è entrato nella vita delle persone di tutto il mondo, infatti è conosciuto in più di 200 paesi, anche se il prodotto in se potrebbe avere ingredienti diversi a seconda del paese in cui siamo.
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Inoltre, questi tecnici, hanno sviluppato un modello che può predire la dolcezza di una nuova molecola prima della sua sintesi con previsioni che sono spesso accurate. Interessante è la base chimica del sapore che sentiamo e che dipende da diversi fattori, uno dei quali è la chiralità delle molecole (si parla di chiralità quando vi è una molecola che ammette un’immagine speculare non sovrapponibile a sé, questa si dice “chirale”, e questo implica il più delle volte proprietà organolettiche sostanzialmente diverse). Morale: intorno alla coca-cola si è sviluppata una scienza! Penso che dopo aver scritto queste parole, quando avrò davanti l’ennesimo bicchiere di coca-cola, lo guarderò prima con occhi diversi e poi lo consumerò come ho sempre fatto. |
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Discussione sul Benzene nelle bevande
Riporto la traduzione che ho fatto al volo di questo articolo e a seguire un mio commento:
“Il composto in questione è generato a causa della reazione tra il benzoato di sodio e la vitamina C nelle bevandeâ€
![]() Sotto esame il benzene che è stato trovato in un’ampia varietà di bevande. |
“E’ scoppiata una discussione fra l’FDA (Food and Drug Administration) e l’EWG (Environmental Working Group) sulla possibilità che alcune bevande in scatola o in bottiglia contengano livelli tossici di benzene, un agente cancerogeno. Solo una questione è chiara: alcune bibite contengono acido ascorbico (meglio conosciuto come vitamina C) e il benzoato di sodio, un conservante. In presenza dell’acido ascorbico, sotto certe condizioni, il benzene si forma attraverso la decarbossilazione dell’acido benzoico.L’FDA era al corrente di questo già nel lontano 1990 e aveva chiesto ai produttori di riformulare le loro bevande. |
| Tra il 1995 e il 2001, l’FDA ha esaminato 24 campioni dei quali diciannove (79%) contenevano benzene a livelli preoccupanti, superiore a 5 ppb (parti per bilione). L’agenzia ha poi messo on line le sue analisi in una parte non facilmente accessibile del suo website.A febbraio di uest’anno, l’EWG ha scoperto queste informazioni e ha scritto all’FDA esprimendo la relativa preoccupazione.“Questi risultati confermano i nostri sospetti che ci sono elevati livelli di benzene in alcune bevande molto popolari†ha detto Richard Wiles, il vice presidente dell’EWG.Verso la fine del 2005 l’FDA ha cominciato ad analizzare le bevande che contengono benzoato di sodio e acido ascorbico. “La maggior parte dei campioni non conteneva benzene oppure lo conteneva ma a livelli inferiori ai 5ppb†ha detto Robert E. Brackett, direttore dell’FDA’s Center for Food Safety & Applied Nutrition, e poi ha scritto all’EWG: “I risultati dell’FDA sono preliminari. Dopo che la relativa indagine è stata completata, l’agenzia determinerà quale, all’occorrenza, azione supplementare è necessaria.I cambiamenti nelle procedure analitiche dell’FDA dovrebbero dare una spiegazione ai differenti risultati ottenuti. Per le prime analisi l’FDA ha utilizzato il metodo purge-and-trap e i campioni sono stati riscaldati a 100°C per 30 minuti; recentemente, l’agenzia sta usando la metodologia static-headspace, che non coinvolge molto calore. “Nei primi test forse è stato l’alto calore durante l’analisi che probabilmente ha dato luogo alla reazione tra l’acido ascorbico e il benzoato di sodioâ€, ha detto un informatore dell’FDA che vuole rimanere anonimo.” |
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L’articolo che avete appena letto mi ha lasciato molto perplesso. Cioè complimenti vivissimi all’FDA e anche all’EWG che hanno impiegato 16 anni per risolvere un questione che se fosse stata vera sarebbe stata molto pericolosa per la vita delle persone…
Dal 1990 l’FDA sapeva già (o pensava di sapere qualcosa) ma solo dal 1995 al 2001 ha analizzato 24 campioni (cioè 6 anni per analizzare 24 campioni !!!) con risultati preoccupanti per poi metterli solo dio sa dove visto che l’EWG ha impiegato 5 anni per trovarli; non ho parole.
Qualcuno potrebbe sostenere che la gascromatografia (tecnica che penso abbiano utilizzato per effettuare le analisi) ha conosciuto solo negli ultimi anni uno sviluppo consistente, all’epoca non poteva essere molto affidabile quindi l’errore di analisi ci può stare. Ok dico io ma come si sono svolti i fatti mi fa solo ridere… e meno male !!!!!




